IX Colloquio Internazionale su Trans-Identità, Genere e Cultura – Cenesex
Avana, Cuba – Maggio 2025
Avana, Cuba – Maggio 2025
Ho avuto l’opportunità di presentare il laboratorio di formazione sulle sessualità, che propongo all’interno della FGB, al convegno internazionale che si è tenuto all’Avana, Cuba nello scorso maggio. Il Coloquio Internacional Trans-Identidades, Genero y Cultura è un appuntamento annuale di confronto tra professionisti della salute, della cura e del sostegno alle persone, curato dal Cenesex, nell’ambito delle Giornate cubane contro l’omofobia e la transfobia. Nell’intervento ho avuto la preziosa possibilità di focalizzarmi sull’approccio gestaltico intorno alle sessualità, alle identità, alle espressioni di genere, e all’orientamento, mostrando come il laboratorio cerchi di arricchire la famosa cassetta degli attrezzi per incontrare l’altr* che a noi si rivolge, sia in una relazione d’aiuto, sia nel proprio percorso di crescita personale. Lavorare intorno agli stereotipi sessisti, identificarli e provare a trasformarli è una pratica che tocca il linguaggio e il corpo. Il linguaggio, che si cerca ampio, de-centrato, capace di promuovere il contatto con la molteplicità di cui siamo parte. Il corpo, nella consapevolezza che non bastano le nozioni, pur importanti, a produrre esperienza, che per essere tale deve incorporare percezioni, sensazioni, emozioni.
“L’identità di genere è qualcosa che si sente, non qualcosa che si impara (2016)”. Questa espressione di Margherita Spagnuolo Lobb ci porta direttamente al cuore del laboratorio, il lavoro con il corpo, che può essere messo in gioco in moduli che attingono anche alle pratiche del drag, del trasformismo di genere, del teatro. La conduzione dei laboratori tiene conto della composizione di genere del gruppo e delle narrazioni che emergono nel cerchio iniziale dove ciascun* è stimolat* a raccontarsi rispetto ai codici culturali della mascolinità e della femminilità. Nello spazio protetto del cerchio, in apertura a tutte le varianze che si incontrano, la griglia è sempre quella gestaltica esperienziale (imparare facendo) e estetica, cioè che si basa sull’utilizzo dei nostri sensi, osservando sensazioni, emozioni e azioni, e poi elaborando attraverso i feedback dati e ricevuti. Cosa vedo, cosa sento, cosa penso scandiscono i tempi del laboratorio in cerchi di condivisione, che permettono l’emersione graduale di una narrazione soggettiva e collettiva che coinvolge l’intelligenza corporea, emotiva e erotica.
L’insieme è qualcosa di più e di diverso dalla somma delle parti, è quel punto di singolarità che non si può che assumere, sia rispetto alle tessere che compongono le nostre identità sessuali, sia rispetto all’interazione sociale che ne sostiene o inibisce l’emersione.
Roberta Padovano – Supervisor Trainer Counselor Gestalt Bodywork

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